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I
primi abitanti del Giappone si stanziarono nel paese più di diecimila anni
fa, quando il territorio faceva ancora parte del continente asiatico. Nel
Paleolitico la popolazione viveva principalmente di caccia e di pesca, e
del Neolitico sono stati ritrovati archi, frecce e contenitori per il cibo
decorati con un motivo a corde (jomon) che ha dato il nome al periodo che
va dall'8000 a.C. al 300 a.C. E’ di questa epoca lo sbarco nel Kyushu del
nord di nuove popolazioni che portarono con sé la coltura del riso,
alimento centrale nell'alimentazione e nella tradizione culinaria
giapponese, anche se per molti secoli sarà ritenuto un bene di lusso dai
contadini che pur coltivandolo, si accontentavano generalmente di sorgo e
grano saraceno. Vennero intensificate le attività legate alla pesca e la
società fu organizzata sul modello del villaggio agricolo. Nel tempo i
diversi villaggi si unirono in piccoli regni che si trovarono ben presto
in lotta tra loro per la Supremazia e il possesso dei terreni coltivabili.
Gradualmente i piccoli stati si unificarono, e nel 300 d.c. comparve per
la prima volta un unico Stato, che si estendeva da Kyushu all'Honshu
meridionale. Alla sua guida vi erano gli imperatori Yamato, che
intensificarono i contatti con la cultura cinese. Dalla Cina il Giappone
apprese, oltre alla scrittura e al Confucianesimo, anche nuove
tecniche di coltivazione del riso, che permisero un notevole sviluppo di
questa risorsa. Tra il 538 e il 552 fu introdotto il Buddismo, che si
diffuse principalmente tra gli esponenti dell'aristocrazia e tra i
guerrieri in questo periodo che il consumo di carne, già molto limitato,
conosce un'ulteriore restrizione, fino a venire proibito nell’ottavo
secolo, sostituito dal pesce. L'influenza cinese sulla cucina giapponese
si farà sentire per almeno tre secoli: dai vicini i giapponesi impareranno
a preparare il tofu dalla soia e soprattutto a utilizzare le bacchette,
oltre alla salsa di soia, importata nell’arcipelago tra l’ottavo e il nono
secolo, che solo nel quindicesimo secolo i giapponesi impareranno a
preparare autonomamente, ottenendo una salsa dal sapore molto diverso da
quella cinese. Lo stesso tè, introdotto sempre dalla Cina intorno
al nono secolo, non conobbe uni immediato successo e ricupererà un certo
ruolo nel l'alimentazione giapponese solo all'inizio del dodicesime
secolo, grazie alla tradizione del Buddisino zen. |
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