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Daito ryu Aiki ju jtsu
scuola tradizionale giapponese del bu jutsu

Storia dell'Aikijujutsu

La genesi di questa arte risale intorno all'anno Mille, e la sua evoluzione prosegue per tutto il periodo dell'epopea feudale giapponese, epopea raccontata e cantata in romanzi, storie e film che hanno dipinto in Occidente la figura del nobile guerriero (bushi), o samurai (uomo che serve). Questa scuola si è tramandata nel segreto, e per quasi un millennio, le tecniche di combattimento di varie discipline tra le quali l'arco, la spada, la lancia, l'alabarda ed il corpo a corpo, attraverso i capo scuola (Soke), che erano tutti membri della famiglia (clan) Takeda. Gli insegnamenti erano volti alla formazione militare dei guerrieri e dei dignitari del clan in misura delle loro cariche e delle loro funzioni. Infatti i militari (d'ogni ordine e grado) studiavano sin da giovanissimi sia i principi morali che li avrebbero guidati (bushido)che le tecniche che avrebbero usato in battaglia. Tra le arti militari che il nuovo clan Takeda già insegnava nel 1087 vi erano l'arco, l'equitazione, la lancia, l'alabarda, la spada, la strategia militare (impianti idrici, scavi e fortificazioni) e ovviamente anche il combattimento corpo a corpo, che si dice fosse stato adattato dagli avi di Minamoto Yoriyoshi (padre del fondatore dell'arte) derivandolo dalla Tegoi. La Tegoi era una forma di lotta autoctona ancor più antica da cui pare avesse tratto origine anche il sumo. Già in epoca Heian (794 - 1185) fu codificata e documentata la struttura delle prime tecniche (di ciò che poi sarebbe divenuto il Daito-ryu Aikijujutsu), e si trova una tale attenzione verso quell'uso armonico dell'energia, che in epoca successiva (Edo, 1603-1867) era già nota con il nome di "Aiki-in-yo-ho" ("dottrina dello spirito basata sullo yin-yang"). Due furono le aree di sviluppo del Daito-ryu Aikijujutsu: l'arte dell'aiki  (aiki no jutsu) e lo jujutsu . Le tecniche di "aiki" furono peculiari e nodali nello sviluppo della scuola Daito e ne costituirono da subito l'aspetto caratterizzante (ancor oggi), pur essendo solo un aspetto che va considerato insieme alle altre tecniche di jujutsu quali percussioni (atemi), strangolamenti (shime), chiavi articolari (kansetsu), pressione su punti vitali (kyushu), proiezioni (nage). L'integrazione di queste due grandi aree di sviluppo (aiki no jutsu e jujutsu) è al centro dello studio del Daito-ryu Aikijujutsu.
Gli studiosi dividono le epoche storiche del Giappone dopo la fondazione della capitale fissa (epoca Nara, 710-794) in: Heian (fino al 1185) caratterizzata dal predominio della corte imperiale; Kamakura, che inizia con lo shogunato militare (e dura fino al 1333); Ashikaga (fino al 1392); Muromachi (fino al 1572) e Momoyama (fino al 1603, ma questa data è controversa: alcuni sostengono 1600 altri 1615), che sono caratterizzate da guerre intestine; e finalmente Edo, detta anche "Pax Tokugawa" (fino al 1867) che termina con l'abolizione dello shogunato e la restaurazione del potere imperiale (epoca Meiji ) e la trasformazione del Giappone in potenza industriale. Il nome del clan Takeda ricorre nella storia giapponese, e i suoi personaggi rispecchiano il carattere indomito e risoluto dei bushi. I fatti d'arme di questo clan si rincorrono e s'intrecciano nelle vicissitudini militari e politiche del Paese. Il quadro che segue indica alcuni tratti che legano la storia del Daito-ryu Aikijujutsu e del suo clan al passato feudale del Giappone. La tradizione orale del Daito-ryu Aikijujutsu (Grande Scuola d'Oriente dell'Aikijujutsu) attribuisce l'origine dell'arte a Shinra Saburo Yoshimitsu Minamoto (1057-1127) terzo figlio di Yoriyoshi Minamoto discendente della quinta generazione dell'imperatore del Giappone, della dinastia Minaomoto, Fujiwara Seiwa (850-881). Il clan Minamoto era uno dei maggiori del Giappone e Yoriyoshi Minamoto, principe militare ereditario (daymio) della provincia di Chinjufu era stato inviato dall'imperatore a sedare una rivolta del clan Abe. La guerra durò per 11 anni (1051-1062) sino a quando Sadatou Abe fu sconfitto nella battaglia di Yakata Koromogawa. Successivamente i figli di Yoriyoshi combatterono nella guerra Gosannen (1083-1087) contro il clan Kiyohara. Minamoto Yoshiie (uno dei figli) era in difficoltà, fu raggiunto dal fratello Yoshimitsu e insieme espugnarono la fortezza di Kanazawa. Dei due si racconta la ferocia e l'innovativo approccio "scientifico" all'arte marziale: avrebbero sezionato i cadaveri dei nemici sconfitti per meglio comprendere il funzionamento delle articolazioni che erano coinvolte nelle tecniche di kansetzu proprie dell'Aikijujutsu di cui era maestro Yoshimitsu. Yoshimitsu era il signore del castello di Daito (da cui deriva poi il nome dell'arte), ma il figlio Yoshikiyo al termine della guerra si trasferì a Takeda nella provincia di Kai dove assunse il nuovo nome di Yoshikiyo Takeda. I documenti certi (anche non di proprietà del clan) risalgono a questo periodo, e precisamente al 1087, quando Yoshikiyo Minamoto, trasferitosi nella provincia di Kai vicino all'attuale Tokyo, fonda il nuovo clan, il Kai genji Takeda, appunto. (Epoca Heian 794 - 1195). Nasceva così il clan Takeda, al cui capostipite lo Shogun concesse il titolo ereditario di principe militare con tutti i diritti propri dei vassalli feudali (daymio). Sebbene le circostanze circa le origini del Daito-ryu Aikijujutsu prima del 1087 non sono documentabili, e benché le vicende e i fatti attribuiti alla genealogia del clan non abbiano riscontro certo prima di tale data, è opportuno notare che i membri del clan Minamoto, e quindi Yoshokyio, il padre Yoshimitsu, lo zio Yoshiie, e il nonno Yoriyoshi, sono tutti personaggi citati non solo nelle antologie del clan Takeda ma anche altrove in testi indipendenti che riferiscono del periodo Heian e che riportano le medesime battaglie e guerre. Dopo il 1087 s'incontrano sia fonti orali che scritte che molto aiutano nella ricostruzione storica della scuola e del clan Takeda. Alcuni di questi racconti ci sono giunti attraverso la famiglia Takeda (Tokimune Takeda, ultimo soke) raccolti sia da Stanley Pranin nel 1994 nel suo libro "Interviste ai maestri di Daito-ryu Aikijujutsu" sia da altri autori, nonché da Matsuo Sano e Shigemitsu Kato (allievi interni - uchideshi - dell'ultimo soke), in interviste rilasciate all'autore. Tra le battaglie documentate vi sono quella per il castello di Kanazawa (sopra descritta) vinta da Yoshimitsu Minamoto, il 14 novembre 1087 (periodo Heian 794 - 1195); La guerra contro Kenshin Uesugi, daymio di Echigo, vinta dal daymio Takeda Shingen nel 1561 al servizio dello shogun Hashikaga (periodo Muromachi 1392 - 1572); le campagne militari che vedono il clan Takeda al servizio dello shogun Hashikaga contro Oda Nobunaga e Ieyasu Tokugawa, campagne vinte dal daymio Takeda Shingen (1570-1572); l'assalto della cavalleria pesante Takeda contro gli eserciti combinati di Nobunaga e Tokugawa, sette volte maggiori in numero, assalto in cui morirono tutti i 15.000 cavalieri del clan Takeda che, leali al bushido, rifiutarono di usare le armi da fuoco di cui invece disponeva l'avversario: è l'epica battaglia di Nagashino no Kassen del 21 maggio 1575 (periodo Momoyama 1572 - 1603); la caduta dell'ultimo baluardo del clan Kai-Takeda nella primavera del 1582 quando la provincia di Kai è invasa dalle armate combinate di Nobunaga e Tokugawa: il daymio Takeda Katsuyori, sconfitto esegue il seppuku con tutta la famiglia. L'assassinio del daymio Takeda Shingen sulla strada per Kyoto (inverno 1572) segna per taluni storici la fine dell'era Muromachi (1392 - 1572) dominata dalla dinastia Hashikaga: questi avvenimenti sono narrati, pur con l'adattamento necessario ad una trasposizione cinematografica, nel celebre film del regista Akira Kurosawa "Kagemusha, L'ombra del Guerriero" che descrive gli ultimi anni di quest'era tracciando la biografia del daymio Takeda Shingen e delle sue campagne militari. Le ultime volontà del daymio Takeda Shingen, ormai conscio del destino della dinastia Ashikaga, dettano al nipote, Takeda Kunitsugu, di trasferirsi presso il daymio della provincia di Aizu, Moriuji Ashina, a lui ancora fedele. Questo ultimo accoglie il reggente Takeda Kunitsugu regalandogli delle terre ed un castello. Sarà Takeda Kunitsugu, impareggiabile maestro delle arti marziali di famiglia a continuare il nome del clan Takeda e della scuola nei secoli a venire. Da allora il clan Takeda si chiude nel riserbo più assoluto (era il clan che aveva osato resistere all'astro nascente del nuovo shogun!) e solo i dignitari superiori del clan Aizu (oltre ai membri di famiglia del clan Takeda) potevano ricevere gl'insegnamenti della scuola Takeda in riconoscimento del dono fatto a Takeda Kunitsugu dal daymio di Aizu, Moriuji Ashina. Da allora, questo ramo del clan Takeda diviene noto con il nome di Aizu-Takeda per distinguerlo dal clan Kai-Takeda.
Nel 1600 nella battaglia di Sekigahara, Ieyasu Tokugawa sconfigge Hideyosi e apre un nuovo periodo che prenderà anche il suo nome: periodo Tokugawa, noto in genere come periodo Edo (1603-1867) durante il quale, per circa 250 anni, il paese godrà della pace imposta dal nuovo shogun. Uno dei primi editti del suo governo militare (bakufu) è la riconciliazione con tutti i vecchi clan sconfitti nel periodo Momoyama (1572-1603). Con la sua riabilitazione politica anche il clan Aizu-Takeda si allinea al nuovo corso e nel 1664, nel territorio di Mutsu, è documentata l'esistenza del dojo principale del clan, il Nishinkan, che le narrazioni dell'epoca avvolgeranno in un alone di mito con cui è stato poi per secoli noto. Lo shogun volle che la sua guardia scelta fosse addestrata esclusivamente dal clan Takeda così che, ben presto, molti dignitari del governo di Tokugawa vollero istruirsi al Nishinkan, o ricevere istruzione dal clan Takeda direttamente a Edo. Nel 1674 alcuni documenti segnalano che l'influenza del Nishinkan del clan Takeda si è espansa su tutto il territorio d'Aizu, intorno al quale fioriscono molte scuole marziali principali che insegnanosolo ai bushi del clan Aizu. Si contano 5 stili di scherma, 2 di jujutsu (la famosa Mizu no Shinto-ryu e Shinmyo-ryu) proprie del clan Aizu più una miriade di scuole private che insegnano anche ai samurai di minor rango: 22 di scherma, 16 di jujutsu, 16 d'armi da fuoco, 14 d'estrazione della spada, 7 di tiro con l'arco, 4 di lancia e 1 d'alabarda, falcetto con catena, bastone, lotta con l'armatura senza armi. Per due delle scuole citate vige il divieto di fornire dimostrazioni in pubblico. Sono le due scuole segrete del clan
Aizu - l'Oshikiuchi (già Aiki-in-yo-ho, poi Daito-ryu Aikijujutsu) del clan Takeda e il kenjutsu di Misoguchi ha Itto-ryu del clan Aizu.


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