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Jigoro kano è uno dei personaggi più rilevanti nella storia delle arti
marziali. La sua visione gli permise di espandere in maniera impensabile
la Arti del Giappone Tradizionale, una volta universalizzate
attraverso il suo Judo. La riorganizzazione del Ju Jutsu tradizionale
suppose, in gran misura, il suo riordino, cosicché le scuole che agirono
come "sorgenti" per la fondazione del judo furono, alla fine, assorbite
in gran parte da suo figlio.
 Oggi che il Ju Jutsu è tanto di moda, è bene rivedere le sue origini per sapere da dove nasce.


JIGORO KANO

La vera storia del Ju Jutsu, Raccontata da Jigoro Kano. Studio realizzato a partire dal vol. 15 della Società Asiatica dei Giappone

Ai tempi dell'epoca feudale, in Giappone vi erano diverse arti militari ed esercizi che la classe dei
Samurai praticavano e integravano nelle loro vita di guerrieri. Tra queste arti vi era anche il Ju Jutsu, dal
quale nacque il Judo attuale. La parola Ju Jutsu può essere liberamente tradotta come l'arte di giungere
alla vittoria per resa o per docilità". Originariamente, il nome sembra fosse stato utilizzato per
identificare l'arte della lotta senz'armi, anche se in alcuni casi le armi corte vennero utilizzate contro un
avversario che usava armi lunghe. Anche se assomiglia alla lotta, differisce notevolmente da quella che
si praticava a quei tempi in Inghilterra: il suo prioritario principio non è quello di opporre
"forza contro forza", bensì di ottenere la vittoria per resa di fronte alla forza. Il Ju Jutsu è un
antico sistema di Difesa Personale giapponese che risale a circa 2500 anni fa.
E' considerato come
uno dei più efficaci e flessibili sistemi di Arti Marziali, che attualmente si insegnano. E' tipicamente
associato a cadute, proiezioni, sistemi di leva, attacchi ai centri nervosi, manipolazioni delle articolazioni e
tecniche di colpi con i piedi e con le mani nelle zone vitali dei corpo. Dall'abolizione dei Sistema Feudale,
questo stile cadde in disuso, ma oggi giorno è rinato con nuove e rinnovate forze, con alcune modifiche
importanti, come un sistema di ginnastica e un metodo di allenamento fisico ed è stato riconosciuto
con la nascita di varie scuole di Ju Jutsu e Judo nella Capitale. Era conosciuto nell'epoca feudale con vari
nomi come Yawara, Tai Jutsu, Kogusoku, Kenpo ed Hakuda. I nomi di Yawara e Ju Jutsu sono i più
conosciuti e diffusi. In un abbozzo di storia di quest'Arte, al principio abbiamo incontrato difficoltà che
non erano comuni in ricerche di questo tipo, a causa della poca aff idabilità di molte delle letterature
scritte su questo stile; libri su questo argomento erano davvero pochi e mentre esistevano
innumerevoli manoscritti appartenenti a varie scuole dell'Arte, molti di essi sono risultati contraddittori e
insufficienti. I creatori di nuove scuole sembra che, a volte, abbiamo scritto la storia secondo la loro
fantasia, perciò il materiale per una consistente e chiara ricerca sulle origini e la creazione dei Ju Jutsu è
molto scarso. 
In tempi remoti, la conoscenza della storia e dell'arte era nelle mani dei maestri di varie scuole, che
trasmettevano di mano in mano il sapere ai loro allievi quale segreto da conservare come un qualcosa di
sacro. D'altra parte, l'isolamento da una provincia all'altra, come conseguenza dei sistema feudale
giapponese, precluse molto l'accordo tra maestri ed allievi di varie scuole ed in questo modo,
discutibile e spesso contraddittorio
, ci perviene la loro storia, trasmessa di mano in mano. Inoltre, è
assai noto l'interesse degli allievi per la pratica, piuttosto che per la conoscenza dell'Arte in sé per
elevare e far progredire il Paese. Risaliamo alle origini dei Ju Jutsu; accaddero varie cose. Nella Buguei
ShoDen, che è una collezione delle principali biografie di eminenti Maestri delle differenti arti della lotta
praticate nell'epoca feudale, le informazioni sono raccolte nel Kogusoku e nel Ken, che erano l'equivalente
dei Kenpo; queste due arti sono tra loro distinte: la prima è nota come l'arte della cattura e la seconda
come l'arte di ottenere la vittoria per resa. Nell'Arte dei Kogusolku, scritta da Takenouchi, un nativo di
Sakushiu, egli sostiene che il primo anno di Tenbun nel 1532, un mago arrivò inaspettatamente a casa
di Takenouchi e gli insegnò cinque metodi per controllare un uomo; poi, se ne andò senza dirgli dove
poterlo rintracciare. L'origine dell'Arte dei Ken venne così descritta: giunse in Giappone dalla Cina,
un uomo chiamato Chingempin, che abbandonò il Paese alla fine della Dinastia Ming e visse a Kokushoji
(Tempio Buddista), ad Azabu e Yedo, chiamato più tardi TOKIO. Nel Tempio vivevano tre Ronin (Guerrieri):
 Fakuno, Isogai e Miura. Un giorno Chingempin disse loro che in Cina esisteva un'Arte dei controllo
dell'uomo,da lui stesso praticata, ma di cui non aveva imparato i principi. All'udire questo, i tre uomini
fecero delle ricerche e dopo di esse divennero esperti e molto abili. L'origine dei Ju, che è
l'equivalente dei Ju Jutsu, è segnata da questi tre uomini, che lo divulgarono in tutto il Paese.
Nello stesso saggio sui principi dell'Arte sono presenti e ciò che segue è una loro libera versione:

l.  Non offrire opposizione
2. Non cercare di ottenere la vittoria a tutti i costi
3. Mantenere la mente libera
4. Non preoccuparsi per le cose venali
5. Imparare a respirare correttamente.

Il Bujutsu Riu Soroku, un libro biografico di differenti scuole di Arti guerriere giapponesi, stabilendo
l'origine dei Kosoku parla espressamente dello stesso fatto e la stessa cosa accade con il Ken, situato
nell'epoca in cui visse Miura, attorno al 1560. Nel Chinomaki, nel quale i Maestri della Scuola di Kito
davano un certificato agli allievi, si rinvenne una breve storia dell'Arte e di come insegnare i suoi
principi. Di essa si fa riferimento in uno scritto che porta la data dell'Anno 11 di Kuabun (1671). In
sintonia con questo documento, si racconta di un guerriero chiamato Fukuno, il quale sviluppò l'Arte
della lotta senz'armi, sistema di difesa, quest'ultimo, talmente efficace che colui che lo praticava era in
grado di difendersi contro avversari anche più alti e forti di lui.  Al principio quest'Arte non ebbe una
grande espansione; però ci furono due praticanti, chiamati Miura e Terada, che in poco tempo si fecero
notare e fondarono due scuole separate. Il sistema che insegnava Miura si chiamava Wa, che è
l'equivalente dello Yawara, mentre quello di Terada si chiamava Ju, che è il corrispondente dei Ju Jutsu.
La data dei periodo nel quale visse Fakuno non è menzionata nel certificato di cui sopra, ma sembra
che tale data sia apparsa in un altro manoscritto, che dev'essere quindi precedente all'Anno 11 di
Kuabun (1671). Anche l'Owari Meisho Dzue offre una spiegazione di Chingempin; secondo questo
documento, Chingempin era un nativo di Koriken, Cina, che si recò in Giappone per fuggire dal disordine
in cui si trovava la la Dinastia Ming. In Giappone fu cordialmente ricevuto dal principe di Owari e lì mori
all'età di 85 anni, nel 1671. Questo sta scritto sulla lapide posta nella sua tomba, a Kenchuji (Nagoya).
Nello stesso libro vi è un passaggio di Kenpohisho che sostiene che, quando Chingempin viveva nel
Tempio Kokusholi di Azabu, anche i tre Ronin, Fukuno, Isogai e Miura, vivevano lì, e lo stesso
Chingempin disse loro che in Cina si praticava un'Arte di prese e controlli che si basava su principi naturali.
I tre uomini, dopo aver udito questo, cominciarono ad investigare su questo sistema di lotta senz'armi
e come risultato si fondò la scuola dell'Arte chiamata Kitoryu.
Nel libro chiamato Sen Tetsu So Dan, che può essere considerato un classico della materia, si racconta
 che Chingempin nacque probabilmente nell'Anno 15 dell'era Banreki, secondo la cronologia cinese, che
corrisponde al 1587. Nel secondo anno di Manji (1659) conobbe a Nagoya un sacerdote chiamato Gensei,
con cui instaurò una stretta amicizia. Assieme pubblicarono alcuni poemi, intitolati
"Gen Gen Sho Washu". Altro famoso trattato, il Kiyu Sho Ran, sostiene che Chingempin venne in
Giappone nel secondo Anno di Manji (1659). E' risaputo che Shunsui, famoso studente cinese, arrivò in
Giappone nel periodo della caduta della dinastia Ming, nel secondo Anno Manji (1659). Da tutti questi
avvenimenti, sembra evidente che Chingempin visse in Giappone dopo il secondo Anno Manji.
Quindi, la fondazione dei Bujutsu Rusoroku, che Miura sviluppò nell'epoca di Eiroku, non dovette
godere di molto credito. Tenendo conto di tutti questi fatti, è evidente che Chingempin visse in un
periodo posteriore e che Miura è stato un suo contemporaneo. Tuttavia, nell'origine dei Ju Jutsu sembrano
concorrere altri fatti divulgati da varie scuole. La scuola Yoshinryu ci offre la seguente relazione: il sistema
fu fondato a Hizen da Miura Yoshin, un giovane medico di Nagasaki dell'epoca dello Shogunato di
Tokugawa. Miura Yoshin credeva che molte malattie fossero causate dall'utilizzo non unitario di
corpo e mente. Questo particolare medico inventò alcuni metodi di Ju Jutsu, assieme ad altri due
allievi di medicina, e sviluppò 21 tecniche per imprigionare l'avversario e, più tardi, altre 51. Dopo la sua
morte, i suoi allievi fondarono separatamente due scuole, una di esse chiamata Yoshin Ryu,
denominazione derivante dal nome dei Maestro Yoshin. L'altra ricevette l'appellativo di Miura Ryu,
anch'essa in onore dei Maestro. Il seguente aneddoto è tratto da un manoscritto chiamato Tenjin Shinjoryu
Taiiroku, nel quale è trascritta una conversazione tra Iso Mataemon, il fondatore dei Terishin Shinyo Ryu,
e Terasaki, uno dei suoi allievi. L'origine dei Ju Jutsu viene spiegata come segue: un tempo visse a
Nagasaki un medico chiamato Akiyama, che si recò in Cina a studiare medicina; lì imparò un'arte
chiamata Hakuda, che consisteva nel colpire con le mani ed i piedi, quindi differente dal Ju Jutsu, il
quale era composto più che altro da prese e proiezioni'. Akiyama impirò tre metodi di Hakuda e 28
tecniche di rianimazione da morte apparente. Quando tornò in Giappone, cominciò ad insegnare
quest'Arte, ma visto che aveva pochi mezzi, i suoi allievi si stancarono presto e io abbandonarono.
Akiyama, afflitto per questo motivo, si rifugiò nel tempio Terishin Strine a Tsukushi, a meditare per
100 giorni. In questo luogo trovò 303 metodi ed applicazioni differenti dell'Arte dell'Hakuda. Un giorno,
durante una tormenta di neve, rimase immobile a guardare un salice, i cui rami erano coperti di neve.
A differenza di un pino, che rimane dritto o si spezza di fronte alla tempesta, i rami dei salice
cedevano per il peso della neve, ma essendo estremamente flessibili non si spezzavano. Basandosi su
questa osservazione, sviluppò il Ju Jutsu, arte che voleva fosse praticata. Personalmente, credo che
questa sia la storia più credibile per quanto concerne le origini dei Ju Jutsu. Ci sembra che l'arte sia, in
origine, totalmente giapponese. Dunque è l'idea di potersi difendere senz'armi, cosa comune in molti
paesi dell'antichità, che nel Giappone feudale si sviluppò come Ju Jutsu. Per poter stabilire la storia di
questa Arte Marziale si devono tenere in considerazione i seguenti punti:

1. Il Kempo cinese ed il Ju Jutsu giapponese differiscono sostanzialmente nei loro rispettivi metodi.

2. Ci sono testimonianze sull'esistenza di un'Arte simile nell'epoca precedente a Chingempin.

3. Nella maggior parte dei documenti che parlano dell'origine dei Ju Jutsu, vengono menzionate
circostanze insoddisfacenti, storicamente parlando.

4. L'esistenza di un antichissimo stile di lotta corpo a corpo, palesemente giapponese, che in alcuni
aspetti è simile al Ju Jutsu.

5. L'arte e la civilizzazione cinesi erano seriamente considerate dai giapponesi, tanto che, per
conferire loro un maggior prestigio, al Ju Jutsu fu conferita un'origine cinese.

6. Sembra che, nell'antichità, i maestri dei differenti rami di Arti Marziali, come la SCHERMA,
praticassero costantemente quest'Arte.

A sostegno di queste ipotesi, dobbiamo sottolineare il fatto che il Ju Jutsu fu praticato prima in Giappone,
quando ancora non era conosciuto nel continente. In Cina esisteva un'arte simile chiamata Kempo
(di essa si parla in un libro chiamato Kikoshinsho), che sembra essere un metodo di lotta con piedi e
mani. Ma il Ju Jutsu abbraccia molto più di questo, il che prova che deriva da altre fonti. Inoltre, secondo
il libro sopracitato, qualsiasi praticante poteva imparare e praticare il Kempo da solo, mentre il
Ju Jutsu richiedeva la partecipazione di un'altra persona per potere essere appreso. Inoltre, se
Chingempin fosse stato realmente abile come praticante di Ju Jutsu, è certo che ne avrebbe fatta
menzione nel libro di poemi che pubblicò assieme a Gensei (il sacerdote che conobbe nel castello di
Nagoya) intitolato Geugenshowashiu. Per di più, nei suoi scritti non vi è riferimento alcuno ai sistemi di
difesa. A parte questo personaggio, i giapponesi poterono imparare un po' dell'Arte dei Kenpo, cosi come
si praticava in Cina, dai libri "Bubishi" e '%ikoshinsho". Siamo convinti che il Ju Jutsu sia un'Arte
prettamente giapponese, con le carte in regola per svilupparsi alla perfezione senza l'aiuto cinese,
anche se accettiamo il fatto che Chingempin, o alcuni libri cinesi di Kenpo, possano aver contribuito
al suo sviluppo. Ma torniamo alle molteplici scuole e ai diversi nomi che hanno caratterizzato questo
sistema. à impossibile enumerare tutti gli stili di quest'Arte esistenti o che sono esistiti; potremmo
contarne anche cento, perché quasi tutti i maestri che l'hanno praticata, hanno creato il loro sistema.

  • KITO RYU
    o scuola di Kito

Si dice che questa scuola sia stata creata da Terada Kanemon. L'epoca in cui si fondò il sistema non è
citata in nessun libro o manoscritto autorizzato, ma possiamo affermare che non debba essere nata molto
tempo dopo quella di Fakuno, perché ambedue si situano nel Chinomaki della Scuola di Kito e nel
Bujutsu Riosoroku. Siamo certi anche dei fatto che Terada Kanemon imparò l'arte da un altro Terada,
allievo di Fakuno, anche se ci sono opinioni contraddittorie a questo proposito. Tra gli allievi più
celebri di questa scuola possiamo menzionare Yoshimura, Hotta, Takino, Gamo, Imabori e, più tardi,
Takenaka, Noda, libuko, Yoshida e Motoyama. l sistemi creati dagli ultimi due sono ancora vigenti.

  • KUSHI RYU

Fu creata da lnugami Nagakatsu. Suo nipote, lnugami Nagayashu, più conosciuto come lnugami Gumbei,
 raggiunse grande popolarità nell'arte che lui stesso sviluppò e più tardi fu chiamato il "creatore dei
Kushinryu". Vi è una grande somiglianza tra la scuola Kitoryu e la Kushinryu. La relazione tra ambedue gli
stili è confermata, per cui supponiamo che l'ultimo derivi dal primo. Si dice anche che nel secondo
Anno di Kioho (1717), lnugami apprese il Kitoryu sotto la guida di Takino. Naturalmente, questa deve
essere una delle ragioni per cui ambedue le scuole sono così simili. Tra i praticanti più famosi di
questa scuola possiamo menzionare Ishino, Tsukamato ed Eguchi.

  • SEKIGUSHI RYU

Sekigushi Jushin fu il creatore di un'altra scuola, chiamata Sekigushi Ryu in suo onore. 1 suoi tre figli
divennero molto famosi quali esperti praticanti di Ju Jutsu. Shibukawa Bangoro, che imparò l'arte
con il primo figlio di Sekiguchi, Jushin, Hachirozaemon, fondò un'altra scuola di Ju Jutsu,
conosciuta con il nome di SHIBUKAWA RYU.
L'attuale Sekigushi Jushin è discendente diretto dei fondatore (ga generazione).
Anche Shibukawa Bangoro, ottavo discendente dei creatore della Shibukawa Ryu, impartisce lezioni a
Motomachi, Tokio.

  •  YOSHIN RYU

Come abbiamo detto precedentemente, sembra che dalla scuola Yoshinryu derivino due sistemi
differenti. Esaminando i manoscritti che si riferiscono al due stili, possiamo affermare che ambedue
siano inevitabilmente relazionate ed i fatti ci fanno credere che, per l'appunto, abbiano un'origine comune.
Il rappresentante attuale della Yoshinryu di Miura Yoshin è Totsuka Eibi, che ancor oggi impartisce
lezioni a Chiba, vicino a Tokio. Suo padre era Totsuka Hikosuke, morto due anni fa. Quest'ultimo
fu uno dei più celebri Maestri di Ju Jutsu degli ultimi tempi. Anche suo padre, Hikoyemon, divenne
molto famoso. Imparò l'arte sotto la direzione di Egami Kanryu, che realizzò un'approfondita
investigazione sugli obiettivi di quest'Arte Marziale e fu chiamato più tardi il "creatore dei Yoshinryu".
Altro famoso Maestro della sua scuola fu Hitotsuyanagi Oribe.
Si dice che l'Arte dei Yoshinryu derivi da Akiyama Shirobei.

  •  TENJIN SHINYO RYU

Questa scuola fu fondata da Iso Matemon, che morì 26 anni fa. Iso Matemon imparò prima lo
Yoshinryu con Hitotsuyanagi Oribe e, poi, la Shin No Shinto Ryu (una delle scuole che si
svilupparono al di fuori dello Yoshinryu) di Oma Joyemon. Poi si recò in diverse parti dei paese per
praticare con altri Maestri ed alla fine fondò la sua scuola, chiamata Terijin Shinyoryu, ad Otamagaike
(TOKIO). Il suo nome si diffuse in tutto il Giappone e fu considerato un grande Maestro dei suo
tempo. Suo figlio, Iso Mataichiro, divenne istruttore di uno stile di Ju Jutsu in una scuola fondata da
uno degli Shogun di Tokugawa, per le differenti arti guerriere. Tra i famosi pupilli di Mataernon
possiamo menzionare Nishimura, Okada, Yamamoto, Matsunaga ed lchikawa. Abbiamo menzionato
vari nomi: Ju Jutsu, Yawara, TaiJutsu, Keripo, Hakuda e Kogusoku. Vi è qualcosa che li distingue,
ma generalmente si riferiscono all'arte in sé. Senza entrare nei dettagli, tenteremo di spiegare in
maniera concisa che cosa significano e come hanno prevalso. Il Ju Jutsu è un'arte di lotta senz'armi,
anche se, come abbiamo già sottolineato, a volte prevede l'utilizzo di piccole armi che, con frequenza,
utilizzavano i Samurai e, molto meno, la popolazione dell'epoca dei Tokugawa. Vi erano vari metodi per
conseguire la vittoria in un combattimento, come proiettare l'avversario al suolo, strangolarlo,
immobilizzarlo o spingerlo contro una parete affinché non potesse muoversi liberamente, torcergli o
piegargli le articolazioni, ossia effettuare delle lussazioni alle braccia, alle gambe o alle dita,
affinché il dolore fosse insopportabile. Tra le differenti scuole che esistevano, alcune di esse praticavano
solo alcuni di questi metodi ed altre, tutti. Inoltre, in certi stili s'insegnavano determinati esercizi di
rianimazione (Kuatsu), o arte di resuscitare una persona apparentemente morta a causa di un atto
violento. Un'altra delle pratiche insegnate era l'Atemi Waza o arte di colpire con i piedi o le mani qualsiasi
parte dei corpo con l'intenzione di ferire o uccidere l'avversario.
Il principio più importante nell'arte delle proiezioni era quello di provocare lo squilibrio dell'avversario,
destabilizzandogli il baricentro, e lanciandolo o spingendolo nella direzione in cui non potesse
mantenersi in piedi, impiegando più l'abilità che la forza. Per ottenere questi risultati, si insegnava una
serie di regole basilari che imperavano nei differenti movimenti di gambe, braccia, mani e fianchi, ecc.
Gli strangolamenti potevano realizzarsi con le mani, con gli avambracci o con le gambe.
Per sottomettere e spingere l'avversario si utilizzava qualsiasi parte dei corpo. Per torcere,
piegare, ossia lussare le articolazioni, le parti utilizzate erano generalmente le braccia, le mani e le dita e,
a volte, le gambe. Il Kuatsu o Arte della rianimazione era considerato un segreto; generalmente, solo
gli allievi che erano riusciti a raggiungere un livello avanzato, ricevevano istruzioni su questa occulta
materia. In alcune scuole era abitudine che i Maestri che la insegnavano, ricevessero una somma di
denaro. Gli allievi che erano stati istruiti, dopo aver prestato giuramento, non rivelavano a nessuno i
segreti dell'Arte, neppure ai loro genitori o fratelli.
I metodi del Kuatsu sono numerosi, esattamente come le sue indicazioni, e presentano grandi differenze
secondo le scuole. Un metodo di rianimazione, di notevole efficacia di fronte ad una sincope, le cui
cause possono essere molteplici:

  • Trauma: caduta brutale, colpo violento, KO. per colpo alla tempia, al mento, al plesso solare o ai
    testicoli.
     

  • Strangolamento: perdita temporanea dei sensi a causa di uno strangolamento con pressione
    alla carotide. Esistono semplici metodi per ottenerlo, uno dei quali consiste nell'abbracciare
    il ferito da dietro, collocando gli angoli delle mani, con i pollici opposti, nella parte bassa
    dell'addome per poi spingere verso l'alto.

Altre tecniche di Kuatsu vengono impiegate quando la persona cade al suolo sotto un avversario di
gran peso e perde coscienza o ha ricevuto un colpo tremendo, ecc... In questi casi si richiedono metodi
più complicati.

    Come scegliere le tecniche da utilizzare?

I criteri che permettono di determinare quale sia la tecnica di rianimazione più adatta ad una
determinata situazione sono: l'eziologia, la gravità dello stato sincopale e la posizione dei ferito,
che dovrà essere mosso il meno possibile.

  • EZIOLOGIA: ispezione dei tessuti, controllo dei polso, osservazione della respirazione, saranno
    elementi da tenere in considerazione in un primo esame.
     

  • In un collasso neuro‑circolatorio riflesso, conseguente ad un trauma, la stimolazione dei centri
    nervosi sarà l'obiettivo di questo tipo di trattamento: Kuatsu di azione respiratoria e Kuatsu di
    azione riflessa.
     

  • Stato di asfissia, legato al malfunzionamento delle vie respiratorie: le manipolazioni
    tenderanno a ristabilire una ventilazione normale e la sua regolazione automatica, impiegando i
    Kuatsu respiratori.
     

  • Trambusti vegetativi complessi gravi: dovremo impiegare trattamenti che stimolino l'insieme
    neuro‑cardiorespiratorio, quali i Kuatsu integrali o Kuatsu maggiori.
     

  • Dolori sincopali: nei dolori prodotti da traumi che hanno originato un dolore intenso,
    provocando una sincope, impiegheremo i Kuatsu antalgici o lo Shiatsu.

Allora potremo utilizzare le tecniche relazionate con il Kwappo: le tecniche di SE‑FU‑KU. I metodi di
riduzione delle lussazioni sono generalmente identici alle tecniche occidentali; al contrario, quelli di
manipolazione vertebrale sono sostanzialmente differenti; in effetti, i giapponesi agiscono
direttamente sul suolo, impiegando anche gli arti inferiori ed, in particolare, i piedi. Le conclusioni
degli studi realizzati in Giappone sulle modificazioni della respirazione, dei polso, della
pressione arteriosa, dei l'elettrocardiogramma e, soprattutto, della circolazione encefalica, sia
durante la sincope per compressione carotidea, che nello strangolamento per compressione della trachea
con ostruzione delle vie respiratorie, furono comparate con gli studi medico‑legali britannici su soggetti
impiccati o comunque a rottura cervicale; detta comparazione diede vita a punti di vista originali che
interessano la medicina fisica e sportiva ma che risultano troppo estesi per essere analizzati in questo
contesto.

     " Mentre le vecchie forme di JU JUTSU furono praticate sostanzialmente con il propasito di combattere,
il nuovo sistema di KANO fu fondato per sviluppare le facoltà fisiche e mentali dell'uomo.
Le vecchie scuole insegnano solamente la pratica, ma quelle moderne offrono una spiegazione teorica
della dottrina  dando alla pratica lo stesso valore."

(T. Shidachi), (1892). t

Spero che quest'opera di investigazione serva a far luce sull'origine dei JU‑JUTSU e delle differenti scuole
e stili.